Piante Guerriere . 2024
committente – Francesco Tomasinelli (biologo, autore e fotografo)
prodotti realizzati – montaggio video, illustrazioni vettoriali, teca animata, brano musicale
video editing, vector graphic, motion graphic, sound design

PIANTE GUERRIERE. Per l’apertura della mostra naturalistica, ideata e curata da Francesco Tomasinelli da Raffaella Fiore, viene commissionata la realizzazione di un montato e della relativa colonna sonora. La funzione principale del prodotto è di accogliere i visitatori, introducendoli all’evento culturale, ai temi presentati e alle specie viventi esposte in mostra. Il concept ricalca a grandi linee la teca in motion graphic disegnata per il progetto Alieni, con alcune sostanziali differenze:
• la presenza di numerosi scatti fotografici ad altissima risoluzione
• la necessità di inserire un indice che aiuti i visitatori ad orientarsi tra i temi proposti
• la composizione di un brano musicale che contribuisca a connotare l’atmosfera della mostra
IL FRAME. Si parte quindi dalla struttura della teca optando per una soluzione semplice e non troppo frazionata. Questa scelta permette di mantenere gli scatti in primo piano, in grande dimensione e al centro dell’attenzione. L’area dedicata alle fotografie è quindi delimitata da una cornice, dai tratti organici e legnosi, allineata all’approccio grafico adottato per l’intera mostra.
Il tronco nodoso, tra il fiabesco e il gotico, disegnato per abbracciare buona parte della porzione sinistra dello schermo, diventa al contempo supporto per un’ampia gamma di specie vegetali, erbacee, arbustive, autoctone e alloctone. È un primo assaggio di ciò potremo osservare attraversando gli allestimenti progettati da Raffaella Fiore. Il bianco e il nero dominano tutti gli elementi grafici: il contrasto con i colori delle foto dev’essere totale perché nulla deve distrarre dall’osservazione dei vegetali ritratti.

LE ICONE. L’indice della mostra presenta cinque categorie: piante predatrici, pugnalatrici, sopravvissute, truffatrici e viaggiatrici. Il ricorso ad un set di icone diventa l’occasione per fare una sintesi per simboli dell’universo vegetale dispiegato negli allestimenti. Si studiano due soluzioni: la prima, in 2.5D, è purtroppo accantonata per mancanza di minutaggio, mentre la seconda, in 2D e in dimensione ridotta, coniuga al meglio funzionalità ed estetica. Le cinque icone compaiono dunque all’inizio del montato, diventano parte integrante della teca e accendendosi solo quando entrano in scena le fotografie delle rispettive specie vegetali. I tempi della sequenza non permettono di elaborare animazioni complesse, pertanto l’accensione del simbolo e della dicitura avviene mediante una semplice variazione cromatica.

LA MUSICA. Per la colonna sonora si percorre la strada del minimalismo, sia in termini di composizione, sia per quanto concerne gli strumenti impiegati. Un sintetizzatore avanzato (Image Line Harmor) e due registrazioni ambientali (raccolte tra pianura e montagna) sono sufficienti per disegnare un paesaggio sonoro importante, di presenza ma al tempo stesso intimo, non invadente e ben legato al susseguirsi delle immagini.
La progressione dei suoni, la loro lenta evoluzione e la stratificazione di elementi semplici e ripetuti sono le priorità: il brano non deve rubare l’attenzione o affaticare l’udito, dev’essere percepito prima ancora che ascoltato.
Ecco quindi che Harmor, il mastodontico plug-in di sintesi additiva-sottrattiva della Image Line, si rivela indispensabile per scolpire e stratificare il suono di una lunga nota di do arricchita da risonanze e variazioni di fase, di armoniche, di distorsione e di intensità.
Sulla fondazione costruita dall’Harmor, poggiano le due registrazioni ambientali: un usignolo, con il suo richiamo secco e pulsante, e un tumultuoso brontolio di vento catturato tra i prati di un alpeggio battuto da brusche raffiche estive.
Approfondimenti
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